
|







| ArtSuite:\\ Home Page | Lunedi, 21 Maggio 2012 |
|
|
Orvinio(circa 70 km da Roma),è il più alto centro abitato del Parco dei Monti Lucretili,sorge su di un colle attorno al suo imponente Castello appartenente al Casato dei Marchesi Malvezzi Campeggi. Il borgo medievale, da cui si accede attraverso il grande arco che si affaccia sulla SS 314 Licinese, conserva ancora il suo antico fascino. L'origine dell'antica Orvinium viene fatta risalire al periodo in cui i Siculi conquistarono la sabina. L'antica città di Orvinium (di cui Dionisio di Alicarnasso cantava le lodi) fu completamente distrutta prima dell'anno mille.
Per molti secoli rimase sotto il dominio dei monaci Benedettini di Santa Maria del Piano, nel XVI secolo divenne prima feudo della famiglia Orsini e poi della famiglia ducale dei Muti. Dopo il 1625 passò al casato dei Borghese. Nell'800 Orvinio fece parte dello Stato Pontificio e fu sede di Governo e residenza del Governatore. In questo paese c'è abbondanza di memoria, per aver dato i natali o ospitato personaggi dell'arte e, soprattutto, per le sue chiese, anche quelle ormai sparite, come Santa Maria del Piano, che si ritiene edificata da Carlo Magno dopo la vittoria contro i Saraceni (817), anche se poi riutilizzata in modo incongruo e ridotta a quasi niente; o la vecchia chiesa del 1536, sulla quale è stata innalzata nel 1842 la Parrocchiale di San Nicola di Bari.Da vedere: -La Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, edificata nella seconda metà del XVI secolo in cima alla salita nella parte alta del borgo, ospita le opere di Vincenzo Manenti e del padre Ascanio, entrambi sepolti qui. -La Chiesa di San Giacomo è stata eretta nel 1612 per volere del barone Giacomo Muti, su disegno di Gian Lorenzo Bernini. E' a pianta ottagonale e si fa vanto anch'essa dei dipinti di Vincenzo Manenti nei due altari laterali. Il valente pittore locale ha operato anche nella -Chiesa di Santa Maria di Vallebona, che si trova in una vecchia borgata a un paio di km da Orvinio, lungo la strada per Scandriglia. La data di costruzione è il 1643, e anche qui il pittore riveste con il linguaggio dell'arte i temi devozionali cari ai committenti. C'è, in tutte queste chiese, una penombra di sacrestia che svela sentimenti antichi, qualcosa che viene dal silenzio e si mette a parlare: un po' quello che accade camminando per le vie del borgo nella tranquillità di una giornata oziosa, dove basta un gesto semplice come quello di una ragazza che scosta una tendina, per amare questa vita di paese ormai perduta. Il centro storico conserva tratti della cinta muraria con torri di difesa e alcune tipologie costruttive residenziali di epoca rinascimentale. Il Castello, sorto a scopo difensivo forse già intorno al Mille, e ingrandito poi dagli Orsini nel Cinquecento, presenta rimaneggiamenti recenti.
|
|||||||